Cari Sangimignanesi,Riteniamo opportuno farvi conoscere la nostra opinione in merito alla situazione attuale del PD Nazionale. Oggi abbiamo spedito la seguente lettera ai vertici:

“A

Matteo Renzi

Roberto Speranza

Michele Emiliano

Enrico Rossi

E p.c.  A

Matteo Orfini

Sandra Zampa

Ettore Rosato

Luigi Zanda

Gianni Cuperlo

Dario Parrini

Debora Serracchiani

Lorenzo Guerini

“Cari compagni, amici ma soprattutto cari democratici,

viviamo con angoscia questa escalation politica che sta caratterizzando il Partito Democratico e che vi vede protagonisti.

Siamo la comunità delle democratiche e dei democratici di San Gimignano, un partito che è stato, fin dalla nascita, tra i “più democratici” della provincia di Siena, della Toscana e dell’Italia, sia in termini di consensi raccolti sia in termini di spirito unitario.

Qui, il PD, lo abbiamo fatto davvero. Non senza problemi, battute di arresto o incertezze. Ma in modo convinto e determinato. E vogliamo dirvi con chiarezza che noi nel Partito Democratico ci rimaniamo e con estrema convinzione perché è il campo dentro il quale possono convivere le idee riformiste e del centrosinistra italiano e perché il Paese ha bisogno di tutto questo.

Abbiamo, come voi, fondato questo partito non per avere un partitino in più ma per farne un partito nuovo, che nascesse finalmente per unire e non per dividere, facendo tesoro delle vicende e delle culture progressiste del passato, che stesse sulla frontiera del riformismo nel nuovo secolo, capace di essere plurale e profondo nella sua carica di innovazione del sistema politico e istituzionale.

A rileggere oggi il Manifesto dei Valori del Partito Democratico vi ritroviamo ancora la stessa forza di principi e programmi di allora. E ci accorgiamo che il nostro partito è ancora all’inizio del suo cammino, è ancora lo strumento più adeguato per quelle sfide.

Oggi, tuttavia, ci preoccupa e non comprendiamo la spirale disgregatrice attorno al PD, la voglia di separarsi che da qualche settimana monopolizza il nostro dibattito interno, quando invece la cura degli interessi degli ultimi, dei più poveri, della prospettiva del lavoro, soprattutto per le nuove generazioni, e dell’affacciarsi dei venti sovranisti e xenofobi in tutta Europa dovrebbe occupare le nostre discussioni, in uno sforzo programmatico intenso, largo e condiviso.

Siamo preoccupati e al tempo stresso convinti che anche solo evocare la parola scissione, accostandola al nostro partito, sia un rischio che non possiamo correre.

Non vi capiamo, non sarete capiti, i nostri iscritti, i simpatizzanti,i nostri elettori non ci capiranno.

Noi non vogliamo che il grande progetto riformista del Partito Democratico, a cui abbiamo dedicato passioni, energie e tanto tempo venga archiviato come una parentesi. Non vogliamo tornare a prima del 2007. Al contrario vogliamo continuare a costruire, con il contributo di tutte le anime che caratterizzano la nostra comunità politica, il radicamento nel territorio ed il profilo politico-culturale del nostro partito.

Un partito che è vostro quanto nostro.

Vi chiediamo  dunque di rispettarci, di rispettare una comunità, un popolo di democratici che vi osserva sgomenta e che chiede, fin dalla costituzione del PD, unità. Unità come pre-condizione politica della nostra azione, unità come prospettiva delle forze riformiste al servizio del Paese. I nostri avversari sono fuori dal perimetro del Pd e a loro dobbiamo rivolgere la nostra forza dialettica e la sana competizione politica.

Vi chiediamo di essere responsabili, come lo siamo stati noi in tutti questi anni. Anni in cui ne abbiamo passate di vari colori, ma restando sempre in campo, rinnovando la tessera, mettendoci la faccia per i nostri valori, per i nostri ideali di uguaglianza, di libertà e di giustizia sociale, per i nostri  colori e la nostra bandiera, anche quando i passaggi nazionali non ci vedevano sufficientemente protagonisti e coinvolti oppure pienamente rappresentati.

Vi chiediamo, con forza, di restare uniti.  Convinti che ci sia ancora oggi spazio nel PD per tutte le anime, per tutti gli amici e compagni delle cui idee, sensibilità ed opinioni il partito ha grande bisogno, per alimentare una dialettica che porti a sintesi avanzate, in un quadro di regole condivise e di rispetto reciproco.

Vi chiediamo di fermarvi, di riflettere, di anteporre ciascuno ai propri destini personali il destino della più grande forza del centrosinistra italiano, sogno e speranza di milioni di persone che ancora attendono una piena stagione riformista al governo dell’Italia.

Vi chiediamo di non rompere il PD, di non separarvi, di non ripetere gli errori del passato che confidavamo fossero pienamente superati una volta per tutte.

Non riportateci indietro, al passato: il PD lo abbiamo fatto per guardare e guidare il futuro.

Restate uniti. Confrontatevi, dialogate, coinvolgeteci di più e meglio, ma continuate e continuiamo a farlo tutti nelle stesso, nostro, grande partito. A breve ci sarà il congresso: quale migliore occasione per discutere, crescere, fare tesoro delle idee di tutti e tornare ad emozionarci per la prospettiva di poter governare per il futuro nostro e dei nostri figli, per la forza della nostra democrazia, per l’Europa, per i diritti… Condividiamo la convocazione del congresso perché è il momento nel quale la parola torna agli iscritti e agli elettori.

Il Pd rischia di rompersi per una questione che appare interna, di procedure, che non sarà capita.

Anche per questo restate uniti.

Ed è vero come è stato detto: la sinistra non ha diritto di essere minoranza per scelta. Perché così costringe alla minoranza diritti, giustizia ed opportunità sociali.

Non dividete un’altra volta la sinistra riformista.

Non fate ancora una volta del male alla sinistra e dunque all’Italia.

Non dividete il Partito Democratico, spalancando le porte al ritorno delle destre, il cui vento soffia già fin troppo forte in tutta Europa.

Non separate la vostra strada da quella di tutti noi.

PD San Gimignano”

Un caro saluto

Sergio Kuzmanovic, segretario Pd San Gimignano

 

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