Conferenza di Organizzazione del Pd di San Gimignano e rinnovo del Segretario dell’Unione Comunale

Care Democratiche e Cari Democratici sangimignanesi,

sin dai giorni immediatamente seguenti alle Elezioni comunali dello scorso anno, il Partito Democratico di San Gimignano ha cercato di aprire, contemporaneamente all’impegno di discussione sulle tematiche quotidiane che riguardano la vita di un partito e di una comunità come quella sangimignanese, incluso un tema dalla portata gigantesca come la progettazione del nuovo villaggio scolastico, un percorso di riflessione lungo ed approfondito volto a rilanciare l’attività politica in una forma e utilizzando contenuti più adeguati alla fase politica che, a livello locale, nazionale e internazionale stiamo vivendo.

Ci serve una nuova ripartenza

Dopo otto anni dalla nascita del Partito Democratico, il modello organizzativo con cui abbiamo mandato avanti l’attività ha bisogno di essere rivisto perché figlio di un’altra storia e di un’altra epoca, fatta soprattutto di maggiori spazi di intervento per la politica e maggiori possibilità per le persone di mandare avanti una attività quotidiana di militanza volontaria. E’ per questo motivo, insieme ad una analisi in cui abbiamo osservato la nostra difficoltà nel riuscire ad essere presenti nei territori e nel dibattito locale, che abbiamo deciso di prevedere una Conferenza di Organizzazione per questo autunno ormai alle porte, in modo da poter coinvolgere i militanti, gli iscritti e i simpatizzanti al Partito Democratico non solo nella fase di discussione, ma anche in quella di progettazione e realizzazione di un cambiamento che possa davvero mettere il Pd in condizione di essere pronto alle tante sfide che lo attenderanno nei prossimi anni. Il periodo della Conferenza, alla quale questa lettera serve come convocazione e invito a partecipare, sarà anche l’occasione per chi ancora non lo avesse fatto, di rinnovare l’iscrizione al Partito Democratico per l’anno 2015: tesserarsi è un gesto semplice ma significativo, a maggior ragione quando attorno a noi la politica appare sempre come meno strutturata e più estemporanea. Aderire significa essere parte di una comunità. Sarà possibile ritirare la propria tessera presso la Sede del proprio Circolo, in occasione delle Assemblee nelle date indicate alla fine di questa lettera e la seconda settimana del mese di ottobre oppure presso la Sede dell’Unione Comunale in Via San Giovanni (dal lunedì al sabato dalle 10 alle 13; martedì, mercoledì e venerdì anche dalle 16 alle 19).

Un documento critico e un percorso intenso per rilanciare il Pd

Allegato a questa lettera troverete un documento che abbiamo preparato come base di discussione, nel quale troverete proposte e riflessioni anche critiche da condividere con voi. Il percorso sarà intenso, ma abbiamo deciso di impegnarci a fondo affinché possa realizzarsi in poco tempo, in quanto in una fase di rilancio di tutto abbiamo bisogno meno che di chiuderci per diversi mesi in una riflessione interna. Cominceremo il 5 ed il 6 di ottobre con una serie di incontri presso i nostri circoli (trovate nel dettaglio date e luoghi alla fine della lettera), di discussione e coinvolgimento, durante i quali ci aspettiamo non solo la partecipazione di tutti voi, ma anche e soprattutto interventi di suggerimento e proposta, anche critica su questa fase, utile per ripartire più forti dopo questi lavori. Subito dopo, in un tempo davvero molto concentrato, ci dedicheremo ad una consultazione approfondita e personale di ciascuno dei cinquanta membri che compongono l’Assemblea Comunale, il maggiore organo di governo della vita del Pd, in modo da raccogliere ulteriori spunti. Dopo questa fase della discussione interna, cercheremo di aprirci alla comunità, organizzando una giornata aperta alla partecipazione di associazioni, comitati, movimenti e cittadini ad Ulignano nel mese di novembre.

Cosa succede alla guida del Pd?

Oltre a spiegare come abbiamo pensato questa Conferenza, credo sia giusto fare anche un altro tipo di comunicazione, legata al futuro della guida del Partito Democratico di San Gimignano. Come molti sapranno, qualche mese fa ho ricevuto una proposta irrinunciabile per un periodo di alcuni mesi di studio presso l’Università di Uppsala, per il quale mi sono dovuto spostare subito dopo la fine della Festa de l’Unità in Svezia, dove rimarrò fino al prossimo giugno. Per adesso, in questa situazione di transizione, sto cercando, fortemente aiutato da tutto il gruppo dirigente, di continuare l’attività quotidiana utilizzando gli strumenti che la tecnologia mette a disposizione. Ma credo che non sia abbastanza, perché il Pd ha bisogno e si merita qualcuno che possa vivere la quotidianità sangimignanese e che possa dedicare, come ho cercato di fare io in questi tre anni, alla politica tutto il tempo e l’attenzione che si merita. Per questo motivo, durante il periodo della Conferenza di Organizzazione, l’Assemblea Comunale del Pd dovrà anche lavorare alla ricerca di un nuovo Segretario, che possa essere funzionale al progetto politico che andremo a delineare. Cercheremo di arrivare alla sua elezione, e all’indicazione del gruppo dirigente che lo circonderà e coadiuverà, entro la fine di ottobre. Per quanto mi riguarda, seppur da lontano, continuerò ad essere disponibile per dare una mano al Pd quando il nuovo Segretario e il nuovo gruppo dirigente avranno bisogno, con apertura e voglia di mettere a frutto l’esperienza maturata in tre anni difficilissimi per favorire chi arriverà a maturare la giusta esperienza. Per questi anni, di alti e di bassi, di successi elettorali e di discussioni, desidero ringraziare ogni singolo iscritto e/o dirigente del Partito Democratico locale. Anche senza riuscire ogni giorno ad essere bravi come vorremmo, abbiamo dimostrato di saper mettere sempre al centro l’interesse generale dei sangimignanesi, lavorando per rimanere uniti e non disperdere il grande patrimonio di proposta politica e di straordinario consenso che il passato ci ha consegnato. È merito di chi vive il Partito Democratico di San Gimignano se siamo ancora, nonostante una crisi generalizzata che la politica vive in Italia e non solo, di gran lunga il più grande partito sulla scena politica locale, con oltre 400 iscritti e risultati sempre significativi nelle occasioni elettorali. Tutto è merito della nostra forza di non affidarci ad un uomo solo al comando, ma ad una intelligenza collettiva, che spesso fa apparire lento il processo decisionale nel breve termine, ma rappresenta un patrimonio di una importanza enorme da tutelare, se si guarda un po’ più in prospettiva.

Un abbraccio e un caro saluto da lontano a tutti,

Davide Cipullo

Segretario Comunale Pd San Gimignano

CALENDARIO ASSEMBLEE DI CIRCOLO

Abbiamo scelto di prevedere quattro assemblee, in modo da concentrare la discussione dei circoli del Centro Storico e di Belvedere/Pancole in una unica occasione più grande. Il calendario degli incontri, che si svolgeranno tutti alle ore 21.30, è il seguente:

5 Ottobre, lunedì: CIRCOLO SAN BENEDETTO/BADIA A ELMI presso il Circolo ARCI di San Benedetto.

5 Ottobre, lunedì: CIRCOLO S.CHIARA/S.LUCIA/C.S.GIMIGNANO presso i locali della sede Prociv in Via del Ghirlandaio.

6 Ottobre, martedì: CIRCOLO CENTRO STORICO & CIRCOLO BELVEDERE/PANCOLE presso i locali del circolo Pd di Belvedere in Piazza Martiri della Libertà.

6 Ottobre, martedì: CIRCOLO ULIGNANO presso il Circolo ARCI di Ulignano.

 

SINTESI DOCUMENTO:

#SiRiparteDalPD

ECCO IL NOSTRO PROGETTO PER IL PD SANGIMIGNANESE    

Perché questo progetto? Perché dobbiamo esser chiari: non siamo del tutto soddisfatti di ciò che siamo stati come PD sangimignanese in questi ultimi anni e vogliamo mettere in luce gli elementi sui quali possiamo migliorare. Siamo quindi impegnati in una “operazione verità” per ripartire con rinnovato impegno. Siamo la principale forza politica di San Gimignano: vogliamo continuare ad esserlo. In modo serio, costruttivo e credibile. Con idee, donne e uomini al servizio della buona politica e per il bene di San Gimignano.

Il nostro orizzonte, il nostro progetto. Il PD è nato per essere il partito del nuovo secolo. Noi, nel nostro piccolo, vogliamo agganciare questo progetto di costruzione verso tre prossimi appuntamenti: il Congresso nazionale del PD nel 2017, le elezioni politiche del 2018, le elezioni comunali del 2019. Questo progetto nasce adesso non a caso: negli ultimi anni abbiamo affrontato una scadenza dopo l’altra dalle elezioni europee a quelle regionali, dalle politiche alle amministrative, fino al congresso. Adesso abbiamo due anni di tempo per dedicarci all’obiettivo prioritario: coinvolgere da attori protagonisti quelle migliaia di sangimignanesi che hanno dato il loro consenso al Pd negli ultimi passaggi elettorali.

Le nostre priorità nel mondo che cambia. Aumento delle disuguaglianze, crescita delle forze nazionaliste e xenofobe, abbassamento del livello dei diritti, flussi migratori per guerre e fame, la finanza che si sostituisce al lavoro, l’esplosione della questione ambientale. Il PD deve fare i conti con questo quadro, scegliendo con chiarezza da che parte stare! Vogliamo un PD che prenda atto che questa austerità ha fallito così come il turbo-capitalismo, e che per questo torni alla centralità del lavoro e degli investimenti pubblici, dell’economia reale e sostenibile rispetto al governo della finanza mondiale; un PD che si concentri sulla progettazione di nuovi modelli di sviluppo basati sulla piena coscienza della questione energetico-ambientale; un PD che faccia sentire la propria voce in Europa, essendo cruciale nell’Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici, sulla crisi che il processo di unificazione europea sta vivendo, e che sta ponendo una questione democratica fondamentale nel vecchio continente, in cui già si sta parlando di ridurre la libertà di movimento non solo per i migranti, ma pure per i cittadini comunitari.

Vogliamo un partito, non un comitato elettorale o una lista civica. Diciamo con forza che vogliamo essere un partito, non un comitato elettorale, non una lista civica. Un grande partito, fatto di valori e di riferimenti nel socialismo europeo, fatto di donne e di uomini, di giovani, di militanti, di iscritti e simpatizzanti, che si organizza con strutture aperte. Insomma un partito vero, in carne e ossa e presente sul territorio. Aperto a tutti ma con regole di adesione serie (basta con chi sale sul “carro” e scende alla prima occasione di tempesta), in grado di utilizzare le opportunità offerte dalle nuove tecnologie e in grado di autofinanziarsi in modo trasparente. Lasciamoci alle spalle le logiche pre-Pd, le contrapposizioni tra chi ha aderito in passato a partiti diversi. La verità è che lo scorso anno sono andati a votare i nati nel 1996, cioè quelli nati dopo il primo governo Berlusconi e durante il primo Prodi: è anche a loro che dobbiamo parlare!

Siamo a sinistra e vogliamo restarci. Vogliamo che il PD non vada nella direzione di un soggetto che, piano piano, inglobando da una parte ed escludendo dall’altra, si sostituisca al centro mettendo ai margini la storia del riformismo socialista-comunista e cattolico-democratico. Non serve un partito di centro, semmai un partito che parli anche al centro (la vocazione maggioritaria è anche questo). Non serve aggregare parti del centrodestra (per quanto dialoganti) espellendo la storia della sinistra italiana e rinunciando a quello che fu il PD disegnato al Lingotto: il luogo che aggrega, organizza ed unisce le forze progressiste di sinistra in Italia. Del resto questa era l’idea originaria dell’Ulivo: non solo una forza parlamentare, ma il tentativo ambizioso di mettere insieme in un unico e grande partito il meglio delle forze riformiste e progressiste presenti in Italia (il riformismo della sinistra, il pensiero cattolico democratico, il progressismo laico, l’ambientalismo democratico, il socialismo).

Portare davvero, finalmente, questa nuova sinistra al Governo. Il PD ha già contribuito più di tutti altri alla semplificazione del sistema dei partiti (ve li ricordate i diciassette partiti de l’Unione?) e ad un rapporto nuovo con i cittadini (e non solo con le Primarie, che non vanno abbandonate ma regolate e controllate meglio per evitare che diventino un boomerang come accaduto da tante parti d’Italia). Il PD l’abbiamo fatto anche per aggiornare il sistema istituzionale, per definire nuova stagione della democrazia italiana, per modernizzare l’Italia a tutti i livelli. Renzi e il suo governo ci pongono di fronte a questo compito: finalmente stiamo affrontando di petto nodi cruciali per il nostro futuro. Noi siamo accanto al nostro segretario in questo difficile impegno. Riteniamo però che ancora manchi un livello di condivisione, di confronto, di creazione di consenso, anche dal basso e con gli iscritti, attorno al processo riformatore in corso che spesso ci lascia disorientati

Guardiamoci in casa: cambiare il Pd per essere utili a San Gimignano. A San Gimignano abbiamo avuto il coraggio di non voler nasconderci i nostri problemi su vari piani: dal calo della militanza, dal progressivo disimpegno di molti. Il problema, ancor prima che organizzativo, è tutto politico. Questa analisi deve consentire al partito di funzionare ed al Segretario, chiunque sarà, di non ritrovarsi esattamente nella stessa situazione di quella vissuta in questi anni, un minuto dopo che l’avremo scelto. E serve davvero un gruppo dirigente riconosciuto, formato da una squadra di persone che hanno voglia di fare e di dare un contributo, ad ogni livello ed in qualunque forma, per far funzionare bene il PD.

Una proposta PD per San Gimignano. Quando siamo stati innovativi ed abbiamo coinvolto le persone è quando abbiamo dato il meglio di noi. Ed i risultati sono arrivati non solo in termini di consenso, ma di rappresentatività e di interlocuzione con i Sangimignanesi e la città. Il risultato straordinario colto con le ultime elezioni amministrative ha avuto alla base percorsi di partecipazione ampi e riusciti. Abbiamo fatto tutto questo perché sentiamo la necessità di innovare la politica, a partire da noi stessi prima di chiederlo agli altri, ridandole così anche dignità. Ci abbiamo provato con i tavoli, le primarie delle Idee, il coinvolgimento dei circoli territoriali nella stesura del programma di governo e nella scelta del candidato sindaco. Noi pensiamo che sia allora quanto mai necessario ripartire da alcune domande su cosa sia diventata San Gimignano oggi, per impostare un progetto per il presente e per il futuro: Quanto e in cosa è cambiata San Gimignano negli anni della crisi 2008-2015? Sono sempre 3 i milioni di visitatori della città patrimonio mondiale UNESCO? Quanti sono i poveri della nostra città? Quanto è elevato il disagio sociale? C’è una emergenza abitativa? Quante e quali nuove imprese vi si sono collocate? Quanti sono i cittadini stranieri residenti nel nostro Comune? Il manifatturiero è ancora il principale settore per addetti degli occupati sangimignanesi oppure no? Quali scelte vogliamo compiere sotto il profilo della sostenibilità ambientale, energetica e della tutela del paesaggio? Quale è la funzione del nostro Centro Storico oggi? Quale è, al di là di ciò che scriviamo nei programmi, il rapporto tra Centro Storico e Quartieri e Frazioni periferiche? Quale il destino dei nostri servizi in questi anni e quali le prospettive per il futuro?

Funzionare bene, per essere utili ai Sangimignanesi. Serve fare tutto questo perché un partito, per noi, deve rappresentare uno strumento di partecipazione finalizzata al cambiamento/miglioramento delle cose, mentre invece a San Gimignano rischiamo di apparire più come soggetto di conservazione se non delle cose che ci circondano, almeno di noi stessi. E questo non va bene. La cosa di cui abbiamo più bisogno è tornare al più presto a proporre la nostra visione della politica e della città. Il PD deve rendere percepibile il fatto che, oltre a supportare la nostra Amministrazione, abbiamo una proposta politica, frutto di scelte, di confronto, di condivisione, di scontro in alcuni casi, per San Gimignano ed i sangimignanesi, che possa riuscire a guardare più avanti della realtà quotidiana del governo delle cose.

Tante cose da fare, tanto spazio per chi ha voglia di fare e di impegnarsi. Le cose da fare non mancano in questo rinnovato progetto del PD. Qui siamo tutti consapevoli che occorra riunirsi meno e decidere meglio le cose da fare/proporre alla nostra città e a noi iscritti. Vanno ammodernati gli organismi: nell’Assemblea Comunale vanno elette persone rappresentative e motivate, le riunioni vanno organizzate bene prima sapendo di cosa e per cosa si discute; va ridefinito il ruolo ed i compiti della Segreteria del partito; dobbiamo lavorare per lo standard di “buon Circolo” (che non può essere un altro partito in miniatura); dobbiamo decidere come finanziarci (oltre il tesseramento) e se la nostra Festa de l’Unità va ancora bene così; come e chi si occuperà, una volta che avremo condiviso le nostre proposte, di comunicarle ai Sangimignanesi e tanto altro ancora.

Per fare tutto questo e dare dignità, senso, visione e pragmaticità alla nostra politica, quella del PD, c’è bisogno però dell’impegno di tutti, anche di ogni singolo iscritto al Partito Democratico sangimignanese.

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