9 domande a Giacomo Bassi – Breve intervista di Giorgio Mancini

10297893_782879515055681_3381978796921199511_nUn candidato a sindaco che punta ad un secondo mandato ha una serie di dubbi e problemi da affrontare, prospettive da proporre all’elettore e soluzioni da far capire, come in un bianco e nero fatto di luci e ombre. Una prima domanda, quali sono le tre scelte più significative che hai portato avanti in questi anni?

“Ce ne sono tre al di sopra di tutte le altre: essere riuscito a proteggere la comunità dai rincari ed a non chiedere ai sangimignanesi un euro in più per le tasse comunali, nonostante in questi anni le tasse locali siano schizzate alle stelle dappertutto a causa dei tagli alle risorse che i governi hanno operato nei confronti dei Comuni: pensa, nel 2014 riconsegniamo le stesse aliquote ereditate nel 2009. Poi c’è il Santa Fina: un’operazione incredibile, osteggiata dalle opposizioni, che abbiamo vinto con forza e tenacia: siamo partiti da zero ed oggi abbiamo un progetto definitivo, sul quale abbiamo avuto apprezzamenti anche dal Ministero dei Beni Culturali, e tutti i soldi necessari pari a 13,5 milioni di euro. Infine l’aver strappato allo Stato, in modo gratuito, la proprietà dell’ex carcere di San Domenico che oggi, dopo mille anni, è di proprietà della comunità sangimignanese: abbiamo già un progetto preliminare ed ora siamo pronti a vincere la battaglia dei fondi per la ristrutturazione. Il San Domenico sarà un grande polo culturale, fonte anche di economia e di occupazione”.

Le noti dolenti quali sono state?

“La prima riguarda la Circonvallazione: siamo riusciti, Comune e Provincia, dopo trent’anni, a far partire i lavori. Un risultato storico, osteggiato dalla Lista Civica, macchiato da uno stop dei lavori dovuto sia alle difficoltà economiche di una delle tre aziende, derivanti da vicende di molti anni fa, sia ai ricorsi presentati da alcuni proprietari terrieri, due dei quali sono candidati con la Lista Civica “Sangi Futura”. Fortunatamente le positive notizie degli ultimi giorni ci autorizzano a dire che la ripresa dei lavori è davvero vicina. Come dice Matteo Renzi: mi dispiace per i gufi. Poi c’è la vicenda del Patto di Stabilità: una norma che paradossalmente colpisce i Comuni più virtuosi, e noi siamo tra quelli come certificato dallo Stato, e che ci ha impedito di utilizzare le ampie risorse che ci siamo guadagnati sul campo (circa 9 milioni di euro ad oggi fermi) per fare molte altre opere pubbliche per migliorare ulteriormente la qualità della vita di tutti i cittadini. Infine, gli effetti della crisi economica che in Valdelsa ci hanno visti partecipare come sindaci, per dare una mano ad aziende e lavoratori, a tutti i moltissimi tavoli di crisi aziendali, con addosso gli occhi smarriti di chi stava per perdere il posto di lavoro. Un’esperienza che pesa sull’anima e che non auguro a nessuno”.

Tre aspetti innovativi inseriti nel tuo nuovo programma?

“La proposta di creare, insieme al mondo dell’imprenditoria turistica, un soggetto professionale che si occupi della promozione turistica di San Gimignano, studiando nuovi brand e nuove linee comunicative, in sinergia con gli altri soggetti che operano già in questo campo, come Toscana Promozione ed Opera gruppo Civita (nuovo soggetto gestore dei musei civici, ndr), ed in continuità con le nuove esperienze locali come il Comitato per la promozione di San Gimignano ed il Centro Commerciale Naturale. L’altra riguarda i giovani ed un programma serio di spazi ed opportunità per il loro benessere a San Gimignano sulla base del lavoro svolto in questi anni. La terza è l’abolizione della Commissione Edilizia, come primo passo verso un programma di sburocratizzazione e di semplificazione per i cittadini”.

C’è una scelta che non ripeteresti e cosa ti rimproveri?

“No, ma c’è un tema, per esempio, che abbiamo trattato nel programma e che porta con sé una riflessione che innescherà verosimilmente un cambio di rotta rispetto al passato, legata al fatto che il mondo e l’economia sono cambiati radicalmente in questi anni. Mi riferisco all’urbanistica ed in generale alla pianificazione territoriale: i nostri strumenti urbanistici sono figli di un tempo economico che non c’è più e la crisi, dura e lunghissima di questi anni, ha cambiato l’ordine delle priorità in tema di edilizia, di recupero del patrimonio edilizio, di virtuosità ambientale e di socialità abitativa. Su questo, se saremo confermati alla guida di San Gimignano, avvieremo una riflessione profonda con tutta la città anche in previsione dell’approvazione del secondo regolamento urbanistico. Cosa mi rimprovero? Nulla sul piano dell’impegno: ce l’ho messa davvero tutta per onorare al meglio la fiducia dei cittadini. Forse un carattere un po’ troppo coriaceo…e qualche sfuriata di troppo”.

Nei programmi delle altre tre liste vi sono elementi che, secondo te, potrebbero essere, infine, a tuo vantaggio?

“Soprattutto la parzialità dei ragionamenti e dei temi. Come si fa a scrivere un programma di governo di una Città complessa e di una comunità così importante, facendo lunghe liste della spesa senza dire con quali risorse finanziare gli interventi, oppure non ponendosi il problema del rapporto di San Gimignano con la Valdelsa senese e fiorentina che non è citata da nessuno, oppure non trattando temi sensibilissimi come il ruolo dell’Ospedale o della rete dei Servizi Sociali di cui nessuno parla, oppure senza fare mai cenno a temi socialmente rilevanti come lo sport, le associazioni, oppure senza minimamente occuparsi delle frazioni e dei quartieri del nostro territorio che non vengono mai citati da nessuno? Ecco il limite grosso: l’assenza di una visione complessiva di tutte le esigenze dei cittadini e del territorio”.

In questa tornata elettorale si è verifica la novità che vi saranno ben quattro liste, di cui una, con la candidatura a sindaco, di chi aveva fatto parte della tua stessa maggioranza del Pd. Come vedi questa vicenda?

“Non do giudizi, ricostruisco solo i fatti, tanto i sangimignanesi hanno già capito. Per me, tanta tanta amarezza e delusione. Quando sono cominciate a girare le voci non ci volevo credere, anche perché Elena aveva contribuito attivamente alla costruzione del nostro programma fino a pochi giorni prima ed aveva sempre sostenuto tutti i programmi e le scelte maturate nella sua esperienza di consigliere comunale per due legislature consecutive. Mai un voto contrario in Consiglio Comunale, mai una presa di posizione pubblica che potesse far presagire una scelta così clamorosa. Poi il Pd ha dato corso alla regola renziana che prevede, dopo due mandati consecutivi in Consiglio Comunale, di lasciare il posto ad altri. Allora ho capito di più”.

Di solito si può pensare che un sindaco al secondo mandato assume un atteggiamento un po’ più rilassato. Sarà anche nel tuo caso e, se vincerai, quale sarà il tuo modo di fare?

“No, nessun rilassamento, per fare il Sindaco di una Città bella, importante ed impegnativa come San Gimignano c’è da correre come matti tutto il giorno. L’ho fatto per cinque anni e, se i sangimignanesi mi confermeranno la loro fiducia, stanne certo che l’impegno sarà fortissimo e totale: anzi, proprio perché si tratterebbe degli ultimi anni di impegno pubblico per la mia Città, allora sì che la voglia di fare sarebbe massima per non lasciare niente di intentato sui grandi progetti come per le piccole cose di tutti i giorni”.

Potresti dare un giudizio o un voto, anche se sei di parte, alla tua lista?

“Dare un voto è troppo riduttivo. Do dei giudizi flash: eccellente per la qualità delle persone in campo, rappresentativa perché assomma giovani e meno giovani, professionisti e lavoratori dipendenti, pensionati e disoccupati, uscenti al primo mandato e neofiti della politica. Infine la definirei “globale”, perché in essa abbiamo dato una rappresentanza a tutti i territori, a tutte le frazioni ed ai quartieri che compongono il comune di San Gimignano: per noi non ci sono cittadini di seria A o di serie B ma, indipendentemente che si abiti a Badia a Elmi, a Castel San Gimignano o in Piazza della Cisterna, tutti debbono avere la stessa attenzione da parte del Comune”.

Qual’è il clima, lo spirito che respiri in questa campagna elettorale?

“Mi sembra di avvertire un clima molto positivo intorno a noi: tutte le persone che incontro mi dicono e mi fanno capire che da un lato c’è apprezzamento per le numerose cose fatte in questi anni, dall’altro è stupefacente verificare come i cittadini siano molto informati sulle difficoltà che abbiamo dovuto affrontare, nel momento storico più brutto per l’Italia repubblicana. Sono fiducioso che avremo un risultato positivo. Inoltre sono molto contento di un ruolo che mi viene riconosciuto dai cittadini, nonostante non rientri esattamente nelle mansioni di un sindaco: quello di aver dato modo, in questi anni, ad un bel gruppo di giovani di fare un’esperienza formativa straordinaria e, se vinceremo, questa opera continuerà anche nel prossimo mandato così da poter lasciare, fra cinque anni, il testimone ad una nuova squadra di persone serie, preparate e perfettamente in grado di guidare la nostra straordinaria comunità e di perseguire efficacemente il bene comune di San Gimignano e dei Sangimignanesi”.

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