Non vogliamo delle bandierine da trasformare in poltrone Intervista a Niccolò Guicciardini

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Pubblicata sul Corriere di Siena del 3/5/2014

A meno di un mese dalle elezioni amministrative quale è il suo commento sulla campagna elettorale?

Molto positivo. La presentazione delle liste ha “mosso” nelle ultime settimane centinaia di persone che si sono mobilitate sul territorio, in tutti i comuni al voto. Solo i candidati sono oltre trecento e insieme a loro tanti volontari si stanno impegnando per le proprie comunità. Il Pd sta portando avanti una campagna a costo zero, grazie ai contributi degli iscritti, ma soprattutto all’impegno e alla passione dei nostri volontari. E’ una campagna diversa rispetto al passato. Il nostro territorio ha attraversato uno dei momenti più difficili della sua storia, ma il Pd ha cambiato passo dando segnali concreti di innovazione e di cambiamento.

Il centrodestra non la pensa così.

Il centrodestra adotta la tattica dello struzzo, nel senso che mette la testa sotto la sabbia per non vedere la sua incapacità di presentare un progetto di governo credibile. Ancora una volta sono costretti a nascondersi, per incapacità o per furbizia di qualcuno, dietro liste civiche in cui c’è dentro un po’ di tutto. Avrei preferito avessero dato ai cittadini la possibilità di scegliere in maniera chiara. Purtroppo non sarà così. A Gaiole in Chianti, Radda in Chianti e Chiusdino, addirittura, il centrodestra non si è neanche presentato mettendo a rischio di commissariamento i Comuni, qualora non si raggiungesse il quorum del 50 per cento più uno degli aventi diritto al voto. Una situazione che ci preoccupa molto.

Tra le situazioni più “calde” c’è quella di Colle di Val d’Elsa.

A Colle il centrosinistra è forte della candidatura di Miriana Bucalossi, che è stata individuata in modo trasparente con le primarie, mentre la cosiddetta lista civica “Su per Colle” ha proceduto per acclamazione dopo tavoli svoltisi non si sa dove. L’operazione della lista “Su per Colle” di Canocchi è il frutto di una serie di accordi con la destra, con tanto di comunicati stampa, a spese di tante persone che in buona fede ci hanno creduto, ma che stanno aprendo gli occhi. Il Pd ha cercato un accordo fino alle ultime ore perché era giusto farlo, come abbiamo fatto con altre delle migliori energie della società civile colligiana. L’accordo non c’è stato perché “Su per Colle” non è una lista civica, ma un’accozzaglia che non può garantire governabilità, un’ammasso di posizioni diverse e di vecchi rancori che si mettono d’accordo solo contro e che bloccherebbero il Comune nella staticità. Non é un caso che il loro programma consti di tre paginette striminzite, perché non riescono a mettersi d’accordo su niente. Canocchi è stato il sindaco che ha fatto alcune scelte di cui, ancora oggi, scontiamo il peso negativo: come l’impostazione dell’espansione urbanistica che ha provocato problemi significativi sui servizi, sulla viabilità e sullo svuotamento del centro di Colle val d’Elsa. Il politichese anni ottanta che traspare da quella lista ci fa sorridere. Noi pensiamo al domani con fiducia, umiltà e col sogno di portare la prima donna Sindaco nella storia di Colle.

Il Pd come si approccia al futuro di queste terre?

Il Pd a Siena é nelle facce e nella passione di migliaia di uomini e donne, ragazze e ragazzi che si stanno mettendo in gioco e che hanno a cuore queste terre. Abbiamo fatto un approfondito e partecipato percorso programmatico con grande attenzione alla prima emergenza: il lavoro. Invito tutti ad andare a leggere i nostri programmi: pullulano di idee concrete per migliorare la vita di tutti i cittadini e per ricominciare a sognare, a camminare insieme verso obiettivi alti che riportino la Provincia di siena dove merita. Penso al sociale, all’assistenza, al lavoro e all’impresa, alle opportunità per le giovani generazioni.

Al di là di Colle, in molte realtà la sensazione è che l’esito del voto sarà incerto fino all’ultimo.

Noi non diamo niente per scontato. Abbiamo trenta ottimi candidati con i quali abbiamo cercato di mettere al primo posto l’ascolto di tutte le realtà del territorio. Il nostro obiettivo non è vincere per mettere delle “bandierine” da trasformare in poltrone dopo il voto. Vogliamo realizzare progetti seri per la crescita delle nostre comunità. Per questo puntiamo a una larga vittoria che ci consenta di realizzare politiche coerenti ed efficaci su tutto il territorio. Vogliamo intervenire, per esempio, con azioni innovative sugli assetti istituzionali e questo possiamo farlo solo se c’è un’omogeneità di governo. Snelliremo ulteriormente il sistema delle partecipate pubbliche. Il fallimento dell’azione amministrativa di Fè e di Pii, a Pienza e Casole, sono l’esempio di come l’arroccamento dietro esperienze civiche fini a se stesse facciano perdere di vista quelle visioni lungimiranti e quei progetti concreti necessari per governare e per far risparmiare i cittadini sui servizi associandoli.

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